Il punto di partenza si trova lungo la Strada Provinciale 48, che congiunge Cossatzu a Tascusì. Partendo da Cossatzu, ossia dal bivio tra Aritzo e Gadoni, verso Tascusì si percorrono 4 km lungo questa strada fino a trovare a destra la traversa sterrata per Funtana Cungiada, con uno slargo in cui c’è spazio per parcheggiare cinque o sei macchine. A seconda delle vostre capacità di guida sulla sterrata e della macchina che conducete, potete parcheggiare anche in un punto più avanzato, volendo fino alla baita di Onistri, arrivando a ridurre il percorso camminato a soli 5,5 km.
Descrizione
L’itinerario è di grande interesse naturalisti co e paesaggistico: si sviluppa sul versante ovest della montagna e permette di arrivare in cima a quota 1459 m slm. Oltre a questa i punti più caratteristici sono le frequenti sorgenti e fontane, compresa Funtana Cungiada (che non a caso dà il nome a tutta la montagna), la baita di Onistri (chiamata anche di Alase) e le numerose aree picnic. Sul versante est della montagna, oltre a Funtana Cungiada, poco sotto la cima, a quota 1390 m slm, arricchiscono le attrattive dell’itinerario le praterie di felce aquilina (pteridium aquili num), col loro caratteristico color ruggine in autunno e inverno, e i residui delle neviere. Sono grandi cavità di forma cilindrica, spesso rivestite da muri, in cui veniva accumulata la neve per conservarla e disporne per mesi oltre l’inverno. Esistevano in varie parti della Sardegna e la neve e il ghiaccio così creati servivano non soltanto per la conservazione della carne ma, ad Aritzo, anche per la preparazione della carapigna. Si tratta di un gelato al limone tipico del paese, che testimonia come le neviere, opportunamente coperte, riuscissero a conservare una certa quantità di neve persino nei mesi caldi